mercoledì 10 agosto 2016

MEZZO EROICO E MEZZO GRULLO

"...ma che scherzi, gli ultimi che si son fatti vedere a provare l'eroica erano a fine maggio... ora l'è troppo caldo..." Carlotta, viso rinascimentale e accento toscano che spacca, commenta così appena le dico, mentre a cena serve una bozza di chianti, che avevo pensato  di trovare un sacco di gente a provare il percorso dell'Eroica ed invece oggi in 90 km non ho incrociato nemmeno un cane in bici...
Ora m'è tutto chiaro...solo un grullo se la fa d'agosto!

Rewind:  la mattina ci si alza con la finestra che dà sui vigneti, si fa una bella colazione con pane, burro e marmellata e ci si prepara per una prova: mezza Eroica, giusto per saggiare un po' gli sterri del percorso, come li chiamano qui, ed avere un po' una idea di come potrebbe essere.

Dovete sapere che "la Toscana è una regione tipicamente collinosa, infatti i 2/3 del territorio sono coperti da colline..." almeno così iniziava la ricerca che portai all'esame di quinta elementare e così sapevo; poi sono andato in Toscana molte volte, ma dopo questa ultima esperienza mi sono convinto che alle elementari ai bambini insegnino cosa è  quell'oggetto misterioso che noi chiamiamo "pianura" perchè lì non la vedranno mai: è tutto un su e giù!

Comunque, fatto il pieno di carboidrati salgo sulla "Chesini Innovation" che per l'occasione è in tiro, lucidata a dovere e ben lubrificata; copertoncini gonfiati a 8 atmosfere:  ho letto che è il solo modo per evitare forature sugli sterri e mi fido, ha una sua logica: è improbabile che un copertoncino si buchi, si dovrebbe passare proprio su un chiodo o su una spina; invece è facile che si "pizzichi" per i colpi presi sui sassi, insomma, si schiacci tra cerchione e sasso, bucando la camera d'aria; tenendola a 8 atmosfere si viaggia su una ruota di cemento.

L'idea è di fare circa metà percorso, da Gaiole in Chianti a Montalcino,  una parte del percorso che il giorno della partenza verosimilmente farò al buio, perchè si può partire dalle 5.00 alle 7.00 ed io di certo voglio essere tra i primi a partire per tentare di arrivare a completare il percorso prima che faccia buio di nuovo (anche se la vedo dura...).

Il primo pezzo vado che è una meraviglia e spingo il 53 senza problemi anche sulle prime salite;

Supero agevolmente il castello di Brolio




Dopo un po' il primo "sterro": sono un po' preoccupato per come reagirà la bici da corsa che non è certo progettata per andare sullo sterrato, anche se leggero: le tubature SL (superleggere) in acciaio Nivacrom erano usate per le gare e per un certo tempo erano il top; ho letto che erano suggerite per ciclisti fino a 75 kg; non credo che il telaista mentre saldobrasava i tubi dentro i giunti, una ventina di anni fa, stesse pensando che quel telaio un giorno non sarebbe sfrecciato su una vellutata discesa di asfalto ma sarebbe stato lanciato come un treno in salita su uno sterrato  con sopra 85 kg di pseudo animale ciclista.

Comunque l'acciaio è una delle poche cose nelle quali ancora credo e mi fido.

 All'inizio però ci vado cauto: il copertoncino davanti è un Vittoria Zaffiro usato ed è appena intagliato, quindi la tenuta laterale non è molta; il posteriore è un Michelin Endurance nuovo di pacca e di sua natura è liscio come il culo di una principessa... non è il caso di fare i fenomeni.

Dopo un po' di sterrato seguo i cartelli e vengo ributtato sull'asfalto; mi sento in forma, la temperatura e buona, l'aria leggera, sono solo, la mia bici blu e cromata scorre che è una meraviglia e tiro di brutto: delle brevi salite che ci sono neanche me ne curo, ci arrivo sotto lanciato e le scavalco di slancio.

Ogni tanto incontro qualche sterro leggero e rettilineo in salita; lì  la direzionalità dell'anteriore non conta poi molto, il carico è tutto sulla Michelin Endurance e così provo a spingere per bene: avete presente la sensazione di fare una salita sterrata a canna con una moto da enduro? Bellissima, vero?  Ora  il motore siete voi; fatto? Riducete la sezione delle gomme a 2 centimetri e mezzo, più o meno la larghezza di un dito; fatto? ora spingete come un dannato treno  su quei pedali; fatto?  Ecco, state viaggiando a 40 km/ora in salita con la ruota posteriore che pattina, va un po' qua e un po' là e quella anteriore che invece va diritta come su di un binario.... è una sensazione FAVOLOSA che, comunque, pagherò a breve.

Andando avanti così arrivo a Radi e mi riposo un attimo... sono andato veramente bene, la media è alta (fin troppo) e mi chiedo se stamattina al posto dello zucchero nel cappuccino mi abbiano messo una manciata di anfetamine.

Passo delle zone meravigliose, si alternano tunnel verdi a vallate brulle.



Da lì scendo, arrivo nei dintorni di Siena e comincio qualche salita, tutto fila liscio, mi sparo a canna anche un salitone di asfalto che conosco bene (il giorno prima in macchina ho preso le misure e so che è un "muro" ma che  è breve): ci arrivo sotto a quasi 50 km/h e riesco a farne un pezzo con il 53, poi cedo, verso la fine, e butto su il 39...

Gli sterrati sono ben compattati e l'unica accortezza se si vuole tornare a casa con entrambi i testicoli è di usare sempre le gambe come ammortizatori, quindi quando posso sto seduto, nelle parti un po' sconnesse sto sollevato appena sopra la sella e tutto fila via liscio anche se la posizione è faticosa.




Guardo l'orologio, son partito alle dieci di mattina... se tutto  è così questa Eroica me la bevo in un soffio... e non sono neanche troppo allenato!

Arrivo finalmente (per così dire) vicino a Castiglion del Bosco... diciamo questo, il confine tra paradiso è inferno è un ponticello di assi di legno; ricordate: passato quel ponte c'è di che spaccarsi veramente!!



Iniziamo con una breve salita in asfalto che sotto il sole agostano, nonostante sia una bella giornata ventilata, vi farà già capire perchè i Toscani bestemmino tanto (ok, non come i Veneti ma in Veneto la bestemmia non solo sostituisce la punteggiatura ma è un'arte paragonabile all'arte della  forgiatura delle katane in giappone): la salita è micidiale ed implacabile...ci credo che nessuno viene a provare questo percorso in pieno agosto!!

Se fino a quel momento avevo pensato di portarmi via, il giorno dell'Eroica solo una borraccia, su quella salita ho immediatamente cambiato idea per passare a due borrace; in poche centinaia di metri ho iniziato a consumare come una Covette Sting Ray 5.7 del 1976 (certo, se avessi avuto della benzina mi sarei bevuto anche quella).

 Subito dopo arriva il bello, ovvero uno sterrato con una pendenza micidiale, tornante su tornante, fondo pesante e rovinato dai cingoli dei mezzi che, forse sono stati usati per creare, tutto intorno, dei bellissimi campi da golf ed, in cima alla salita, un residence, abitazioni e chi più ne ha più ne metta, frequentati da ricchissimi cagoncelli  (che giudico così forse ingiustamente ma quella è la faccia che hanno fatto quando, sudato come un animale, sono passato a petto nudo davanti a quella che sembrava essere l'entrata nel complesso).

Devo dire che questa salita sterrata  spacca: il fondo irregolare, che preso in piena velocità in falsopiano / discesa vi farà vibrare la bici così forte da staccarvi le otturazioni dai denti, in salita rende il fondo insidioso causando numerose perdite di aderenza; i suddetti simpatici golfisti  passano in auto in salita immedesimandosi in Miki Biasion degli anni d'oro e guidano le loro BMW X5 e simili come delle auto da rally, con il risultato di infarinarvi che manco Lapo Elkan nelle migliori serate... ma ciò che posso dire di questa salita è che pare non finire mai: ho sprecato troppe energie all'inizio, facendo il figo in salita ed ora è un'agonia.

Ogni tanto mi fermo e prendo fiato, poi riparto (e grazie al 39 davanti parto in contropendenza anche in salita) ma alla fine cedo: marco il territorio con una pisciatina e mi faccio un pezzo a piedi: sommo disonore ma ho bisogno di recuperare.

Mi servirà di lezione: all'Eroica le energie vanno conservate; il grullo l'ho fatto oggi, quel giorno farò il saggio (lo so, non è vero, mento,  vedrò la salita sterrata e la farò ancora una volta come se non ci fosse un domani con un sorriso da orecchio a orecchio e se avessi la coda scodinzolerei pure.... lo so, è inutile, sono fatto così....).

Quando finalmente lo sterrato finisce uno dice: bhè ormai sono arrivato a Montalcino, asfalto, pendenze dolci, poi discesa, un po' di acqua e riformimento: un cazzo!  C'è una salita d'asfalto rovente con una pendenza tipo montagne russe: il tempo di percorrenza è sufficiente per sei "Padre nostro" e nove "ave Maria", nella versione veneta; finito il rosario arriverete  a Montalcino  e da lì è un'altra storia, una storia che percorrerò in bici un'altro giorno.

Devo dire che dopo un po' di frutta, un po' di acqua (tipo 2 litri), un antipastino, dei pici cacio e pepe, mezzo litro di Rosso e una grappa e caffè ero come nuovo, zero male alle gambe, zero stanchezza... ci sono ancora quasi 2 mesi fino ad ottobre, questa è la mia mano, posso muoverla, e in essa pulsa il mio sangue,  il sole compie ancora il suo alto arco nel cielo e io... Io, Antonius Block, gioco a scacchi con la Morte...mmmm....no, questo era un'altro film... per ora mi alleno .. :-)








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