Che non sia una cosa comune lo capisci dal fatto che quando dici che sei andato a farti un giro a Merano tutti danno per scontato che tu abbia caricato la bici in macchina e poi ti sia fatto un giro sui percorsi attorno a Merano e non che tu abbia inforcato la bici a Verona per andare fino a Merano...
Comunque è l'ultimo week end prima dell'Eroica e devo mettere a alla prova l'equipaggiamento ovvero, bici, attrezzature varie, vestiario e, non ultimo, il ciclista che tra lavoro e cosa varie non è riuscito ad allenarsi per tutti i km che aveva in mente.
Venerdì 23 settembre e penso: "domani mattina si parte all'alba..."; puntualmente venerdì notte faccio le tre e venti e mi sveglio sabato mattina controvoglia ma per le 11.00 (notoriamente l'orario ideale per partire in bici) con un cielo terso ed un sole che spacca mi vesto da simil - eroico e inforco la bici.
Prendo la ciclabile "Del Sole" all'altezza di via Galvani; indosso un paio di braghette blu che nascondono il paio di sottopantaloni (in sostanza un par de mudande) più costosi al mondo; la X - Bionic si fa pagare ma il mio culo ringrazia: non ho mai viaggiato in bici in modo così confortevole e quindi posso dire che questi sotto - pantaloncini valgono tutti gli euro che costano!
In compenso ho pensato che non valga la pena spendere 150 euro per una maglietta di lana con sopra qualche sponsor, anche se tutti i ciclisti elogiano questo "antico" materiale "fresco quando fa caldo, caldo quando fa fresco" e che, a loro dire, traspira e non rimane inzuppato come il cotone...
Non ho mai visto una pecora correre e quindi sono un po' dubbioso...
Non ho mai visto una pecora correre e quindi sono un po' dubbioso...
Indosso quindi una magliettina di cotone blu con colletto bianco, tre bottoni e maniche lunghe con polisino tipo a camicia; tiro su le maniche e l'aspetto è vintage quanto basta ed il capo è supertecnico: l'ho comperato anni fa da un amico ed è di "ice - cotton", ovvero un cotone ritorto talmente tanto da avere fili sottilissimi e resistenti che lasciano passare l'aria così da lasciare traspirare; 170 euro di listino, pagata 35, un affare, insomma...
dietro alla sella ho una sorta di borsa della Brooks bella capiente: quasi 2 litri di volume, più che sufficienti per metterci dentro attrezzi vari e camere d'aria oltre che un cavo d'acciaio (che va bene per un sacco di cose, dal riparare i freno a strangolare qualcuno), bombolette di anidride carbonica e una mini pompa; ho un porta boraccia sul tubo obliquo ed un porta borraccia anteriore, due borracce in alluminio da 0.75... insomma 1,5 litri di acqua dovrebbero bastare.
Il primo pezzo, diciamo fino a Bussolengo, ha parecchie intersezioni, vado veloce ma ogni tanto mi tocca fermarmi agli Stop; passo il paese e in via Turbina giro a destra dopo aver chiesto conferma ad un ciclista super tecnologico alto tre metri che all'inizio mi ha guardato male, con bici in carbonio vestito come un astronauta; la volta scorsa mi sono perso N volte e sono finito sulla statale ma quaesta volta voglio fare tutta ciclabile (o quasi), quindi, nel dubbio, fermo il primo che mi capita e chiedo.
Finalmente arrrivo a Dolcè, più o meno e lì c'è una salita al 10%; è breve ma è il test ideale dei rapporti della Koga Miyata!
Piccola spiegazione tecnica: la corona più piccola della Miyata ha 42 denti; l'ingranaggio posteriore (quello della ruota) più grande ne ha 23; con questo rapporto del cambio, che è il più "leggero", ad ogni pedalata la ruota fa 42/23 giri, ovvero 1,826 giri; per intenderci, la mia mountain bike del 1994, che aveva come rapporto più tenero un 28/32, con una pedalata faceva fare alla ruota dietro 0,875 giri; in sostanza, per far "girare" il rapporto più tenero della Miyata bisogna applicare sui pedali il doppio della forza che ci voleva con la MTB.
Mi sorprendo quando, attaccata la salita in piedi sui pedali, salgo come una scheggia; ok fatico un po' ma vado liscio e veloce, supero due tedeschi (...no, non avevano la targa ma la faccia lasciava pochi dubbi...) ed arrivo in un lampo a fine salita; questa bici è stupenda: non è leggera, non è all'ultimo grido, ha solo 6 rapporti del cambio (e 2 corone) ma mi ci sento a mio agio; il poco allenamento che ho fatto mi ha fatto migliorare in poco tempo.
ci sono dei pezzi di strada qui attorno che sono bellissimi... si viaggia in mezzo al bosco, continui saliscendi da prendere di slancio, così da non arrancare su per la salita e spararsela in velocità:
ci sono dei pezzi di strada qui attorno che sono bellissimi... si viaggia in mezzo al bosco, continui saliscendi da prendere di slancio, così da non arrancare su per la salita e spararsela in velocità:
Come sempre, sceso in paese mi perdo, ma poi riprendo la strada giusta.
lungo la strada ci sono addirittura dei "bicigrill" dei bar "bike friendly" con tanto di rastrelliere e panche all'aperto.
Che esistano dei "bicigrill" mi fa un po' ridere; penso a come gli autogrill siano dei posti impersonali, con un continuo via vai che poco si concilia con lo spirito con il quale sono andato in bici, da sempre...
Giravo sempre senza maglietta perchè non ho mai avuto capi "tecnici" e la classica t-shirt di cotone ti fa crepare sotto il sole; mettevo la maglietta solo per entrare in qualche bar o quando entravo in centro abitato visto che mi sembrava poco rispettoso girare mezzo nudo...
il bicigrill risolve perlomeno un problema: quasi tutti i frequentatori sono ciclisti che fanno quel percorso, così nessuno si sorprende di vedere entrare un poro cristo intriso di sudore che mendica dell'acqua al più presto possibile perchè è a secco da 40 km...
Che esistano dei "bicigrill" mi fa un po' ridere; penso a come gli autogrill siano dei posti impersonali, con un continuo via vai che poco si concilia con lo spirito con il quale sono andato in bici, da sempre...
Giravo sempre senza maglietta perchè non ho mai avuto capi "tecnici" e la classica t-shirt di cotone ti fa crepare sotto il sole; mettevo la maglietta solo per entrare in qualche bar o quando entravo in centro abitato visto che mi sembrava poco rispettoso girare mezzo nudo...
il bicigrill risolve perlomeno un problema: quasi tutti i frequentatori sono ciclisti che fanno quel percorso, così nessuno si sorprende di vedere entrare un poro cristo intriso di sudore che mendica dell'acqua al più presto possibile perchè è a secco da 40 km...
Mi fermo al bicigrill "ruotalibera" e mangio un panino bevemdomi due lattine di Fanta;
La Miyata è lì al sole che luccica; un papà, arrivato lì con moglie e figlio con bici fluorescenti, comincia a girarci attorno; poi arriva il bambino e dice "wow papà, che bella!! Ma è vecchia questa!" .. "eh, sì, avrà 40 anni"... stanno lì e la guardano... poi vanno.
L'ho sempre pensato, mi piace questa bici perchè è come la immaginerebbe un bambino: sottile e luccicante! Altro che carbonio!!
Mentre sto seduto sulla mia panca mi sento un po' come R. Bach nel libro "Biplano", che se ne sta sotto l'ala del suo vecchio aereo ad aspettare che passi la pioggia; qualche similitudine forse c'è: un lungo viaggio, un mezzo vecchio ma semplice, prendersi il caldo, il freddo, ma poter atterrare dove e quando ti pare, senza fretta...
La
Miyata per essere rigida non ha bisogno di tuboni di alluminio, con
pareti sottili come una lattina di coca e grossi così: è di acciaio
HI-MANGA (....no, non ha nulla a che fare con il fatto che sia
giapponese, vuol solo dire che è una lega di acciaio - magnesio) ed è
rigida quel che basta e resistente pur essendo esile come una libellula;
ha una forecella leggera e cromata, le ruote sono larghe un dito e sul
fianco, in piccolo, ha scritto "roadracer".
Dopo un po' scambio due chiacchere con due ciclisti fermi ad un incrocio per chiedere conferma sulla strada che sto percorrendo; erano anche loro al Bicigrill e sono lì ad un incrocio ad ammirare il paesaggio;
si sono sparati due piattoni di pasta, hanno delle bici moderne e super fighe, mi dicono che stanno andando a Mori; li saluto e parto che ho ancora tanta strada da fare, devo andare a Merano.
Parto io, partono loro subito dopo di me, ma non mi prenderanno più...
Non ho proprio idea della velocità alla quale sto andando visto che volutamente non ho montato il conta km che, quasi inconsciamente, mi costringerebbe a tenere una certa media.
Presumo di andare piuttosto veloce.
Considerando che, ad occhio e croce, sto girando a 60 pedalate al minuto e sto spingendo un 52/11 stimo che sto viaggiando a circa 9,70 m/s, cioè tra i 35 ed i 36 km/h... non è male con questo ferro; non c'è vento, solo una brezzolina leggera leggera laterale ed a volte a favore che mi fa anche piacere.
Dopo un po' riprendo un tipo su una bici da corsa nera, vestito di nero che avevo superato parecchio tempo prima del bar; avrà 25 - 30 anni e sta arrancando sotto il sole; non so se sia per il peso, visto che è parecchio "piazzato", o per i colori che ha indosso: vestito tutto di nero, con questo sole, avrà 50 gradi dentro la maglietta.
si sono sparati due piattoni di pasta, hanno delle bici moderne e super fighe, mi dicono che stanno andando a Mori; li saluto e parto che ho ancora tanta strada da fare, devo andare a Merano.
Parto io, partono loro subito dopo di me, ma non mi prenderanno più...
Non ho proprio idea della velocità alla quale sto andando visto che volutamente non ho montato il conta km che, quasi inconsciamente, mi costringerebbe a tenere una certa media.
Presumo di andare piuttosto veloce.
Considerando che, ad occhio e croce, sto girando a 60 pedalate al minuto e sto spingendo un 52/11 stimo che sto viaggiando a circa 9,70 m/s, cioè tra i 35 ed i 36 km/h... non è male con questo ferro; non c'è vento, solo una brezzolina leggera leggera laterale ed a volte a favore che mi fa anche piacere.
Dopo un po' riprendo un tipo su una bici da corsa nera, vestito di nero che avevo superato parecchio tempo prima del bar; avrà 25 - 30 anni e sta arrancando sotto il sole; non so se sia per il peso, visto che è parecchio "piazzato", o per i colori che ha indosso: vestito tutto di nero, con questo sole, avrà 50 gradi dentro la maglietta.
Ad un certo punto ho una leggera brezza in coda, accelero, penso che sarò attorno ai 40 km/h ed è lì che supero un tipo secco secco in Mountainbike... mi accorgo dopo un po' che mi sta in scia ... non ho nulla in contrario; aspetto però che mi ricambi il favore, ovvero che si piazzi davanti a tagliarmi un po' l'aria dopo un po' di strada, così da fare a turno, ma attendo invano... alla fine mi fermo e bevo un goccio (eh no bello, sei troppo comodo a fare tutta la strada con me davanti che taglio l'aria....).
Da lì in poi non ho molto da raccontare; le solite cose: il vento che ti soffia contro a Trento, la lunga strada a fianco del fiume, il profumo che ogni giorno d'estate ed in primavera il tramonto spreme dalle foglie delle piante, il buio che scende dolcemente e poi di colpo tronca la luce nella tenebra, il faro nella notte, l'aria che diventa più fredda e si scalda vicino ai centri abitati...
...tutto sommato avrei potuto pedalare per altre otto ore o anche di più, perchè la bici funziona, le protezioni funzionano, le gambe, in qualche modo, funzionato, pur avendo dovuto tacitare un crampo a metà strada semplicemente non badandoci troppo...
sono pronto all'Eroica? Decisamente no! Me lo ha chiesto anche un altro ciclista molto veloce e "tecnico" che ha fatto con me un pezzo di tragitto vicino a Trento, nell'unico pezzo dove c'è sempre un costante vento contrario;
stava tornando a casa dal suo giro pomeridiano e gli spiegavo perchè mi stavo facendo Verona - Merano in bici... così mi chiede "ma, alla fine, sei pronto per l'Eroica?" ... "No, non sono ancora pronto, ma sono una testa di cazzo... io non mollo...mai!".
Da lì in poi non ho molto da raccontare; le solite cose: il vento che ti soffia contro a Trento, la lunga strada a fianco del fiume, il profumo che ogni giorno d'estate ed in primavera il tramonto spreme dalle foglie delle piante, il buio che scende dolcemente e poi di colpo tronca la luce nella tenebra, il faro nella notte, l'aria che diventa più fredda e si scalda vicino ai centri abitati...
...tutto sommato avrei potuto pedalare per altre otto ore o anche di più, perchè la bici funziona, le protezioni funzionano, le gambe, in qualche modo, funzionato, pur avendo dovuto tacitare un crampo a metà strada semplicemente non badandoci troppo...
sono pronto all'Eroica? Decisamente no! Me lo ha chiesto anche un altro ciclista molto veloce e "tecnico" che ha fatto con me un pezzo di tragitto vicino a Trento, nell'unico pezzo dove c'è sempre un costante vento contrario;
stava tornando a casa dal suo giro pomeridiano e gli spiegavo perchè mi stavo facendo Verona - Merano in bici... così mi chiede "ma, alla fine, sei pronto per l'Eroica?" ... "No, non sono ancora pronto, ma sono una testa di cazzo... io non mollo...mai!".
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